L'ecomuseo per uno sviluppo sostenibile e condiviso del territorio
Mercoledì 04 Aprile 2012 09:27

Cos’è un ecomuseo?

Il concetto di ecomuseo nasce negli anni 70 in Francia, quando due studiosi Hugues De Varine e Georges Henri Rivière coniugano il termine museo con il suffisso “eco” dal greco oîkos, abitazione, ambiente di vita – nasce da lì il movimento della “nuova museologia”

Questo movimento ha promosso il rinnovamento dell’istituzione museale attraverso la proposta dell’ ‘ecomuseo’ come ‘strumento’ per sviluppare processi partecipati per la tutela e la valorizzazione del patrimonio locale (beni architettonici ed ambientali, beni geografici ed ecologici, culture materiali e tradizioni locali, etc.).

All’inizio si tratta proprio di musei aperti, che riguardavano per lo più l’ambiente e il paesaggio. Successivamente una nuova accezione si è fatta strada ed è quella che oggi, a noi, convince di più: quella incentrato sulla comunità.

Che esistano attualmente due ‘vie’ per l’ecomuseo – quella ambientale e quella dello sviluppo comunitario – non dovrebbe spaventare. Le due vie non sono contraddittorie. La seconda coglie naturalmente l’obiettivo della prima, che a sua volta trarrebbe vantaggio dal prendere in maggiore considerazione la realtà comunitaria (H. De Varine)

L’idea di ecomuseo rappresenta l’alternativa al museo tradizionale. Si caratterizza e si differenzia dai vecchi musei perché non privilegia collezioni storiche particolari e definite, ma mette al centro i valori ambientali e culturali del patrimonio presente nei territori e nelle comunità locali. (continua...)

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Il nostro orizzonte

L’ecomuseo nasce  dalla piccola comunità di Mugnano in Teverina che ne è la culla ed il contesto socio ambientale nel quale e con il quale, stiamo sperimentando un modello del tutto nuovo alle nostre latitudini.ecomuseo_il-territorio Non si chiama, però, “ecomuseo di Mugnano in Teverina” e questo per una volontà precisa : vogliamo coinvolgere l’intero bacino della teverina, sia di sponda laziale che umbra, perché convinti che le caratteristiche culturali, antropologiche, economiche e geomorfologiche siano simili ed assimilabili, così come unica strategia di successo appare quella di pensare insieme ad uno sviluppo futuro che sia il più possibile condiviso ed eco-compatibile.

     È nostra intenzione dialogare con tutte le Amministrazioni e le associazioni che insistono sul territorio; vorremmo collaborare con tutti e chiedere a tutti di aderire alla nostra iniziativa perché ciascuno possa portare avanti le proprie istanze ma in una cornice condivisa che, unendo le voci, riesca meglio ad interpretare la volontà delle singole comunità locali e abbia più forza per farsi ascoltare.

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L'ecomuseo è

La prima cosa che mi ha colpito, ormai 15 anni fa da neo abitante di Mugnano, è stato il forte senso di comunità solidale che i suoi abitanti possedevano. Non era (non è) difficile, le sere d’estate, trovare gente che improvvisava cene all’aperto alle quali eri “naturalmente” invitato, oppure vedere tutti all’opera per sistemare i giardini, dipingere gli spazi comuni o ripulire il vecchio sentiero che circondava la rupe tufacea su cui è collocato.

E, per me che venivo da f u o r i , q u e s t a c o s a a v e v a dell’incredibile, quasi prodigiosa. Per questo quando mi sono imbattuto professionalmente nel movimento degli ecomusei, vi ho letto in controluce quanto spontaneamente veniva vissuto in questa che, ormai, era la mia comunità. Un ecomuseo è, infatti, un superamento ed un allargamento del concetto di Museo: non chiuso e fatto per i visitatori, ma aperto e fatto per la comunità che vive in un determinato luogo. L’ecomuseo è “un museo comunitario” è l’Università Popolare per eccellenza, un catalizzatore della cultura vivente che non può esistere senza il coinvolgimento attivo della popolazione con la quale dialoga riscattando le radici storiche, culturali e materiali per progettare un futuro condiviso. Ho proposto l’idea all’Università Agraria che l’ha fatta propria all’unanimità e grazie all’energia del suo presidente ha istituito un forum permanente intorno al quale si sono raccolte idee e persone che nel corso di un anno hanno permesso al progetto di decollare. In particolare l’inesauribile propositività di Francesco, e l’ingresso di Tiziano che ha dato il decisivo impulso scientifico al tutto.

 

A marzo, dopo diverse iniziative, che non a caso abbiamo chiamato “verso l’ecomuseo della teverina”, il progetto ci è sembrato maturo e, senza ulteriori indugi abbiamo fondato l’associazione che ne è il braccio organizzativo. L’entusiasmo con cui avete accolto la proposta (siamo ormai 120 soci, ben più degli abitanti di Mugnano) conforta la nostra “utopia” iniziale e ci lascia immaginare sviluppi promettenti. Ora sta a ciascuno di noi farsi avanti: chiunque abbia idee o interessi che gli stanno a cuore e che intende sviluppare, troverà nell’ecomuseo la struttura adeguata per metterli a frutto e la cornice di senso in cui includerli.

 


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